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Prospettive di consumo 2022 – Cambiamenti nelle priorità, preferenze e decisioni del consumatore.

A partire dai primi giorni del 2020, con l’inizio della pandemia, l’economia mondiale è stata colpita da una crisi economica. Viviamo in un ambiente volatile che subisce l’effetto dei casi di COVID-19, delle nuove varianti e delle campagne di vaccinazione.

In questo contesto, il comportamento del consumatore si modifica rapidamente e, con esso, anche le sue abitudini di consumo. Ecco perché è così importante conoscere i rapporti che l’utente ha stabilito tra il suo benessere fisico e finanziario, le sue intenzioni di acquisto e le tendenze che hanno accelerato la pandemia.

Successivamente si analizza il comportamento degli ultimi 18 mesi per determinare le prospettive di consumo 2022 e conoscere quali siano le priorità, le preferenze e le decisioni di acquisto del consumatore.

Inquietudini del consumatore: il benessere finanziario e fisico

La ripresa economica continua a essere una delle principali preoccupazioni dei consumatori italiani. A pochi mesi dalla fine dell’anno e nonostante l’epidemia sembri essere sotto controllo, solo il 35% dei consumatori ritiene che la situazione economica migliorerà nei prossimi 3 anni.

Il 69% degli italiani è preoccupato per l’inflazione dei prezzi dei propri acquisti quotidiani.”

L’inflazione rappresenta una delle principali inquietudini dei consumatori. Il 69% di loro ammette di essere preoccupato per l’aumento dei prezzi dei propri acquisti quotidiani.

Per quanto riguarda l’intenzione di spesa, si prevede che nelle prossime 4 settimane gli italiani spenderanno in media €2,102 a consumatore. Di questi, €1,358 saranno destinati all’acquisto di articoli essenziali, mentre €744.9 saranno utilizzati per comprare articoli non essenziali.

65% dei consumatori dice di sentirsi al sicuro a recarsi in un negozio fisico per effettuare i propri acquisti.”

Il ritorno alla normalità sta avvenendo rapidamente e i consumatori stanno riprendendo le proprie abitudini di consumo. Il 65% di loro dice di sentirsi al sicuro a recarsi in un negozio fisico per effettuare i propri acquisti e il 57% conferma di interagire con tranquillità con il personale lì presente.

La riaffermazione dell’omnicanale: l’intenzione di acquisto per canale

La crisi sanitaria ha portato la modalità online ad avere un indiscutibile successo. Nonostante ciò, con il ritorno alla normalità l’intenzione di acquisto per questo canale è ritornata alle cifre pre-pandemia. Secondo Google, si auspica che nel 2024 il 78% degli acquisti sarà effettuato nei negozi tradizionali.

Prospettive di consumo - l’intenzione di acquisto per canale

L’intenzione di acquisto nei negozi fisici si impone in tutte le categorie. Nei settori della casa e dei mobili, dell’alimentazione e dei supermercati, degli articoli per la casa, delle farmacie e della salute, essa vince rispettivamente con il 77%, 90%, 85% e 88%.

La situazione epidemiologica ha accelerato l’adozione dei canali digitali, che continueranno a essere presenti nel processo di acquisto dei consumatori. Tuttavia, i negozi tradizionali sono rimasti i punti di conversione per loro più importanti. Il futuro del consumo è quindi omnicanale e proporre questo tipo di strategie sarà fondamentale per assicurare la tua presenza in tutta la durata del percorso del consumatore (customer journey).

I nuovi profili dei consumatori emergenti

Il contesto che ha generato la pandemia ha prodotto una serie di profili di consumatori che si sono consolidati nel corso di questo periodo. Pur non escludendosi l’uno con l’altro, sono tre i profili dei consumatori emergenti che hanno fatto la propria comparsa in modo chiaro:

  • Il fissato con la comodità: è il consumatore disposto a spendere di più per la comodità. Secondo i dati del novembre 2021, il 47% degli italiani condividerebbe questa affermazione.
  • Il cacciatore di offerte: il achète tout article qui présente une bonne offre ou promotion bien qu’il ne soit pas indispensable. 40% des consommateurs reconnaissent s’identifier à cette catégorie.
  • Celui qui a une conscience sociale : è il consumatore che comprerebbe qualsiasi articolo non indispensabile che fosse però venduto in offerta o con una promozione. Il 41% ammette di identificarsi con questa affermazione.

In conclusione

Le prospettive per l’anno 2022 offrono una speranza per l’industria del consumo. La graduale ripresa economica porterà a una maggiore fiducia da parte dell’utente, che tornerà lentamente alla normalità consolidando le proprie abitudini di consumo.

Fonte: Deloitte – Consumer behaviour trends: State of the consumer tracker

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